… uscì a seminare una parte cadde … e diede frutto

Questo slogan sembra quasi un gioco: quello di trovare le parole da mettere al posto dei puntini. Sono alcune frasi prese dalla parabola del seminatore che troviamo nel Vangelo di Matteo al capitolo 13. È il brano della Parola di Dio che abbiamo cercato di approfondire in modo particolare durante l’Avvento e la Quaresima di quest’anno. Chi è uscito a seminare? Sì, lo sapete! È il contadino, il seminatore che per noi rappresenta Gesù. Però durante l’Avvento abbiamo individuato altri seminatori: Giovanni Battista, Maria e anche ciascuno di noi. Tutti siamo invitati a seminare la Parola di Dio attorno a noi e questo vuol dire: annunciare parole di speranza, compiere gesti di pace, trasmettere gioia. Una parte cadde … Durante la Quaresima abbiamo approfondito il significato dei quattro terreni  sui quali cadono le sementi. Il contadino non sceglie il terreno: semina ovunque.  Nei “centri di ascolto” che abbiamo fatto in parrocchia, si è sottolineato che il risultato della semina non dipende né dal seme né dal seminatore, ma dal tipo di terreno. Dentro di noi a volte abbiamo un cuore duro, a volte siamo incostanti, inquieti per le tante preoccupazioni che appesantiscono la nostra vita; ma altre volte siamo ben disposti ad accogliere il buon seme del Vangelo. Quello che è importante è non far passare invano la grazia di Dio che ci raggiunge in tanti modi, perché solo così potremo sperimentare una ricchezza di frutti.

Pasqua 2019
La Pasqua ci ricorda che il seme che è scomparso sotto terra sta germogliando: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore produce molto frutto (Gv 12,24). Ascoltando questa frase di Gesù quello che balza subito in evidenza è “il morire”. In realtà lo scopo verso cui la frase converge è “produrre molto frutto”. L’accento non è sulla morte ma sulla vita. Nella terra non sopraggiunge la morte del seme ma inizia il lavoro infaticabile del germogliare per arrivare a produrre frutto. In questo tempo di Pasqua Gesù ci appare dall’alto della croce nel segno dell’amore estremo. Lì tutto ha donato.  Anche per noi: è il vivere per gli altri che vince la solitudine umana e la riempie di volti, di persone, di presenze. Giustamente è stato detto: “Dio non si dimostra, Dio si mostra”. La Pasqua sia per tutti noi un’occasione per “mostrare vivo Gesù”.

Tanti auguri.   don Francesco